Diritto Civile

Oneri condominiali in caso di vendita: chi e quanto paga? Risponde l'avvocato online.

Giustizia oneri condominiali in caso di vendita
oneri condominiali in caso di vendita
Nel nostro portale, oltre a questi articoli, puoi trovare maggiori informazioni sui compensi degli avvocati e puoi richiedere un preventivo gratis a un avvocato in base alle tue esigenze legali. La tematica che affrontiamo oggi riguarda le spese che deve pagare un nuovo membro di un condominio. Non è infatti raro che la materia sia trattata sempre con leggerezza.

Vediamo insieme tutti i punti che ci spiegano come funziona tutta la situazione, vera o ipotetica che sia. Ecco quindi cosa ci dice a riguardo, l'art. 63 al comma 4 del codice civile: “chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.”

In virtù di questo, nella citata disposizione, quindi, il principio dell'ambulatorietà passiva in ambito condominiale trova fermo riscontro.



In virtù di questa disposizione, inoltre, l'acquirente di una struttura immobiliare condominiale può essere chiamato a rispondere dei debiti condominiali di chi gli ha passato la proprietà, solidalmente con lui, ma non in suo luogo (quindi non in sostituzione).

Sembra chiara quindi la differenza nel rapporto tra il condominio e i soggetti che si succedono nella proprietà di una singola unità immobiliare e il rapporto tra questi ultimi.

Nel 2012 la materia è stata in parte rivalutata, a tale anno risale infatti un quinto comma.

La legge 11 dicembre 2012 n. 220 di riforma del condominio, ha introdotto il quinto comma dell'art. 63 delle disp. Att. Rendendo lecito altresì che chi cede diritti su unità immobiliari, ha l'obbligo tassativo con l'avente causa, per quanto riguarda i contributi maturati fino al momento in cui è trasferita all'amministratore la copia autentica del titolo che sancisce il trasferimento del diritto.
In altri termini, come specificato, tra l'altro dalla recente sentenza n.10235 del 2 maggio 2013 della Corte di Cassazione, il succitato art. 63 disp. att. c.c. costituisce, per certi versi, un'applicazione concreta e specifica dell'art. 1104, comma 3, c.c. relativo alla comunione in generale, con la previsione della limitazione in base alla quale l'obbligazione di chi cede la proprietà, caratterizzata dal vincolo di solidarietà con quella del condomino cedente, ricopre solo i contributi relativi all'anno in essere e a quello precedente (il riferimento all'anno si intende come relativo all'annualità condominiale).

Per esempio, se l'approvazione della delibera di esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria, effettiva e definitiva per ogni condomini, sopravvenga soltanto successivamente alla stipula della vendita, l'obbligo del pagamento delle relative quote condominiali incombe sull'acquirente, non rilevando l'esistenza di una deliberazione programmatica e preparatoria adottata anteriormente a tale stipula.


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