Diritto Civile

L'amministratore di condominio che falsifica il bollettino di versamento dell'acqua è punibile. Ecco perché.

Giustizia L'amministratore di condominio che falsifica il bollettino di versamento dell'acqua  punibile
L'amministratore di condominio che falsifica il bollettino di versamento dell'acqua  punibile
Parliamo di un malcostume che spesso coinvolge e un po’ sconvolge la vita di tutti i giorni se abitiamo in un condominio.

Cosa succede se l’amministratore condominiale falsifica il bollettino di versamento dell’acqua?

La sentenza della quale ci occupiamo per spiegare bene i diritti e i doveri e come sono regolati dalla legge e dalla giurisprudenza, si occupa di un caso finito fino in Cassazione.

Nella sentenza si legge che l’imputato, era stato condannato per avere effettuato un’opera di contraffazione del bollettino atto a versare la somma di denaro di poco più di 700 euro, nei confronti della società di riferimento che gestisce il servizio di erogazione del’ acqua.

La contraffazione è stata eseguita apponendovi un timbro falso di quietanza, questo timbro avrebbe dovuto far risultare il pagamento, ma questo pagamento in realtà non è mai avvenuto.



Cerchiamo adesso di non indugiare in considerazioni sulla procedura incriminata, sui controlli e altro.

Il fatto è che il falso documento è stato recapitato allo sfortunato amministratore condominiale succeduto all'imputato.

Per altro, con il tramite del marito, che ne aveva fatto consegna al nuovo amministratore.

Vediamo invece cosa è successo ad un controllo fiscale.

La falsità era emersa palese, quando la Banca, aveva espresso richiesta di conferma circa lo stato del pagamento relativo alla ricevuta.

La Banca constatò la contraffazione del proprio timbro di quietanza e l'inserimento di una sigla che in realtà non proveniva da alcuno dei propri operatori.

Questa sentenza arriva infine in Cassazione.

L’imputato, infatti, si era difeso affermando che la data con il falso timbro fosse successiva alla data delle proprie dimissioni.
L’imputato fa quindi ricadere nella gestione del nuovo amministratore, sostenendo inoltre che non vi fosse alcun interesse alla falsificazione, che comunque non aveva tratto nessun beneficio dal mancato pagamento, non avendo mai raccolto dai condomini le somme necessarie al pagamento dell’ utenza.

La Cassazione ha, però, respinto il ricorso, sostenendo che il fine di avvantaggiarsi, non sta necessariamente in un’ eventualità di appropriazione di denaro di carattere patrimoniale, ma anche, semplicemente morale.

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