Diritto Penale

STALKING: cos'è, cosa crea nella vittima e i comportamenti diritti ad individuare il reato

Il reato dietro l'angolo di casa.

Giustizia lo stalking in italia depenalizzato
lo stalking in italia depenalizzato
« Lo stalking è una forma di agguato mentale in cui l’aggressore ripetutamente, inavvertitamente e violentemente irrompe nella vita della vittima » (Lamber Royakkers)
Lo stalking può essere definito come una forma di aggressione psicologica e fisica, idonea a provocare nella vittima una stato d’ansia e paura compromettendo, in tal modo, il normale svolgimento della vita quotidiana. Giova in proposito premettere, in via generale, che con l’introduzione della fattispecie di cui all’art. 612 bis cod. pen. il legislatore ha voluto, prendendo spunto dalla disciplina di altri ordinamenti, colmare un vuoto di tutela ritenuto inaccettabile rispetto a condotte che, ancorchè non violente, recano un apprezzabile turbamento nella vittima. Con sentenza n. 45453 del 2015, la Cassazione a Sezioni Unite, ha preso atto però che la violenza spesso è l’esito di una pregressa condotta persecutoria; pertanto, mediante l’incriminazione degli atti persecutori si è inteso in qualche modo anticipare la tutela della libertà personale e dell’incolumità psicofisica attraverso l’incriminazione di condotte che, precedentemente, parevano sostanzialmente inoffensive e, dunque, non sussumibili in alcuna fattispecie penalmente rilevante o in fattispecie per così dire minori, quali la minaccia o la molestia alle persone. E’ peraltro utile ricordare come, per il consolidato insegnamento della Corte, integrano il delitto di atti persecutori anche due sole condotte tra quelle descritte dall’art. 612 bis cod. pen., come tali idonee a costituire la reiterazione richiesta dalla norma incriminatrice. Invece, un solo episodio, per quanto grave e da solo anche capace, in linea teorica, di determinare il grave e persistente stato d’ansia e di paura che è indicato come l’evento naturalistico del reato, non è sufficiente a determinare la lesione del bene giuridico protetto dalla norma in esame, potendolo essere, invece, alla stregua di precetti diversi: e ciò in aderenza alla volontà del legislatore il quale, infatti, non ha lasciato spazio alla configurazione di una fattispecie solo “eventualmente” abituale. Il reato di stalking è caratterizzato da una condotta offensiva, minacciosa e persecutoria idonea ad ingenerare pericolo per l’incolumità della persona offesa ed un “grave e perdurante” stato di ansia e di paura. Secondo quanto affermato dai giudici di merito di Campobasso (10/07/2015) non è necessario che lo stato di ansia e di paura si sia tradotto in un vero e proprio stato fisico patologico, il che, astrattamente, implicherebbe il concorso del delitto di atti persecutori con quello di lesioni. E’ di tutta evidenza che, per evitare il peggioramento di queste vicende persecutorie, la vittima deve attivarsi prontamente. Chiedere aiuto alle forse dell’ordine e intraprendere un processo penale.



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